La libertà di essere se stessi

Venerdì, 12 Ottobre 2018

La libertà di essere se stessi

Attraverso il non-giudizio e la consapevolezza, il Counseling favorisce l’espressione della propria autenticità.

Esprimere se stesso è la grande sfida dell'essere umano. Ogni persona desidera instaurare relazioni autentiche e raggiungere una soddisfazione professionale, eppure per alcuni questi obiettivi somigliano a lontani miraggi. E, mentre si anela alla libertà di essere semplicemente se stessi, si finisce per vivere aggrappati alla recita di un ruolo, come se la vita non fosse altro che uno spettacolo teatrale ripetuto all'infinito.

Il Giudice Interiore custodisce il sentimento del valore di sé

Contrariamente a quanto molti credono, non sono né la fortuna né le circostanze esterne a determinare il successo, l'insuccesso o il successo parziale della vita di un individuo e della sua possibilità a esprimersi pienamente. Ciò che fa la differenza sono le scelte che ogni persona fa - consciamente e soprattutto inconsciamente - e queste sono dettate primariamente da ciò che egli pensa di sé. È come se fosse una voce interiore, un Giudice, ad avere l'ultima parola su ogni decisione e ogni comportamento.

judgeCarlo Bresciani descrive questo Giudice Interiore come "il custode del sentimento del valore di sé". Il successo della persona è direttamente proporzionale al valore di sé: se la sua percezione interiore è di scarsa autostima abbasserà l'asticella dei suoi obiettivi per paura di non essere all'altezza della situazione, oppure la alzerà all'eccesso per darsi la conferma che quel basso valore di sé è fondato.

Se questo giudizio di se stessi e degli altri determina perciò l'insuccesso di un'occasione, l'occasione mancata rafforza il giudizio, innescando un circolo vizioso che crea e conferma copioni di vita che Eric Berne chiama “non vincenti” e “perdenti”. Come uscire da questo loop?

Il Counseling favorisce la comprensione di sé e del proprio copione

Il Counselor è un professionista nella relazione d'aiuto che può aiutare l'individuo a comprendere e svelare questi meccanismi. Accogliendo il cliente in un ambiente privo di critica e giudizio, crea il terreno fertile per permettergli di osservare le sue dinamiche. Lo accompagna a guardare ciò che è, lo guida nel riconoscere da dove proviene la voce di quel Giudice Interiore che lo limita, favorisce nuove opinioni attraverso un'osservazione non giudicante e costruttiva.

Il cliente scoprirà così di aver introiettato dai propri genitori e da altre figure di riferimento dei messaggi e degli ordini occulti, detti ingiunzioni, a cui inconsciamente ha obbedito fin da bambino per ottenere l'approvazione genitoriale, e da adulto continua a seguire per non incorrere nel giudizio avverso del suo Giudice.

In termini di Analisi Transazionale, potrà così riconoscere e svelare il proprio copione esistenziale, rafforzarlo se è un copione vincente oppure “buttare alle ortiche, se non tutto, almeno la maggior parte del proprio copione” perdente o non vincente, “e ricominciare da capo” mettendo in discussione i messaggi ingiuntivi e giungendo a nuovi valori e nuove opinioni di sé e degli altri.

Il Giudice Interiore diventa un prezioso alleato

Il Giudice Interiore comunque non è un nemico da far tacere, ma una funzione di protezione e direzione, una parte fondamentale della personalità. Attraverso il suo non-giudizio il Counselor incoraggia la trasformazione della critica distruttiva e del giudizio spietato del Giudice Interiore in una spinta e in valori morali che permettano all'individuo l'espressione e la libertà di essere se stesso. Fornisce nuovi occhi attraverso i quali guardarsi, senza perdere la capacità critica che, usata costruttivamente, è uno sprone a migliorare se stessi, con la consapevolezza del proprio valore.

 

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Bibliografia

A. Manenti, C. Bresciani, Psicologia e sviluppo morale della persona, Edizione Dehoniane, Bologna, 1996
E. Berne, “Ciao”… e poi?, Bompiani, Milano, 2002

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