Gestire creativamente il Conflitto

Martedì, 19 Dicembre 2017

Gestire creativamente il Conflitto

La capacità di saper gestire il conflitto è una risorsa fondamentale per l’individuo, perché permette di evolvere nel rapporto con se stessi e con gli altri

 

Nel corso della storia l’uomo ha imparato ad addomesticare il fuoco.

La combustione che si crea fra due sostanze quando sorge un innesco e che si può leggere metaforicamente come un “conflitto”, gestita in modo sapiente è diventata una risorsa, una fonte di energia su cui la specie umana ha basato la sua evoluzione, sia fisiologica che tecnologica, dagli albori dei tempi fino ai nostri giorni.

Come con il fuoco, l’uomo necessita del conflitto tra energie psichiche quale risorsa evolutiva. Non a caso Carl Gustav Jung scrive che “il conflitto genera il fuoco, il fuoco degli affetti e delle emozioni, e come ogni altro incendio ha due aspetti, quello della combustione e quello di creare luce”.

Distinguere tra conflitto e violenza

Per comprendere tale funzione evolutiva è necessario in primo luogo distinguere il conflitto dalla violenza che ne può derivare. Quando si genera un conflitto fra due o più persone, ad esempio, è normale conseguenza sperimentare emozioni come ansia, paura, rabbia, impotenza, emozioni che, se rimaste inascoltate o lasciate libere di agire, operano un “sequestro emozionale” ai danni dell’individuo, parafrasando Daniel Goleman, e trasformano il conflitto in un evento capace di logorare la relazione, quando non di distruggerla.

È, nella metafora del fuoco, una piccola fiamma che, senza opportuno controllo, può arrivare a incendiare un intero bosco. Riuscire a non confondere il conflitto con la sua degenerazione lo libera dallo stereotipo della violenza e permette di cogliere una fondamentale funzione sociale, che è quella di segnalare la necessità di metter mano ad alcuni equilibri: il conflitto diventa perciò un’opportunità che si presenta all’individuo per fare ordine nella propria scala di priorità per definire quali sono i suoi bisogni, desideri e interessi, ma anche un’occasione per cogliere e considerare punti di vista differenti, ampliando così la propria percezione e comprensione della realtà, ed è proprio questo l’arricchimento di cui l’individuo può fare tesoro.

Comprendere la natura del conflitto

Gestire un conflitto, comunque, non significa trovare remissivamente una soluzione pacifica ad ogni costo: questa modalità di elusione del conflitto può rinforzare sentimenti latenti o limitarsi posticiparlo. Proprio come il fuoco ha bisogno di rimanere vivo finché non raggiunge il suo scopo, il conflitto compie la sua funzione evolutiva soltanto quando l’individuo si permette di so-stare nelle sue “fiamme”, ovvero di soffermarsi su tutto ciò che esso porta, di respirarne le emozioni al fine di comprendere le dinamiche che le hanno portate a emergere e di accettarlo anziché di contrapporvisi per ristabilire la propria supremazia o la superiorità del proprio pensiero: il conflitto si trasforma così in un confronto, e una soluzione che soddisfi ambo le parti non diventa più l’obiettivo bensì la conseguenza naturale di tale incontro costruttivo.

Il conflitto interpersonale come specchio di quello interiore

L’esplorazione delle dinamiche latenti del conflitto interpersonale porta l’individuo a cogliere un marcato parallelismo fra esse e le tensioni interne che egli vive, i suoi conflitti intrapsichici. Le relazioni che ha con le altre persone, infatti, altro non sono che lo specchio del suo mondo interiore, mondo in cui il conflitto se possibile diventa ancora più indispensabile per la propria crescita personale. Tale tipo di conflitto trova a scontrarsi diverse istanze mentali conscie o inconscie, quelle che Mary Goulding chiama “gli inquilini del cervello”: pulsioni, bisogni, desideri, volontà, morale, pregiudizi, messaggi provenienti dai propri genitori e poi introiettati. Come nel conflitto interpersonale, è di fondamentale importanza permettere a ogni “inquilino” di potersi esprimere favorendo il loro confronto anziché uno scontro sotteso alla supremazia di un’istanza sulle altre, in modo da comprendere le dinamiche implicite e profonde che ogni istanza vuole far emergere, e infine scegliere una soluzione che soddisfi la persona nel modo più pieno.

Gestire il conflitto è quindi saper usare la proprietà della psiche di “incendiarsi” e liberare energia, canalizzandola in funzione della propria evoluzione, un passo alla volta, conflitto dopo conflitto, ogni volta trasformandosi e avvicinandosi ancora di più a diventare ciò che si è veramente, ciò che si è sempre stato.

 


IL TEAM ACADEMY

Bibliografia

D. Goleman, Intelligenza emotiva, Milano, Rizzoli, 1997
M. Goulding, Gli inquilini del cervello, La Vita Felice, 2008
C.G. Jung, Gli aspetti psicologici dell'Archetipo della Madre, Torino, Bollati Boringhieri, 2000

Felici di ascoltarti!

Compila il form qui a lato per qualsiasi informazione riguardo i Percorsi di Crescita Personale e i Seminari Esperienziali o semplicemente per condividere il tuo pensiero.

Ti daremo riscontro al più presto!

 

Se preferisci, chiamaci via Skype:

* i campi sono obbligatori